INFORMAZIONI – LE  DOMANDE PIU’ FREQUENTI

INCIDENZA DEL TUMORE ALLA MAMMELLA

Si stima che nel 2015 verranno diagnosticati in Italia circa 48.000 nuovi casi di carcinomi della mammella femminile. Non considerando i carcinomi cutanei, il carcinoma mammario è la neoplasia più diagnosticata nelle donne, in cui circa un tumore maligno ogni tre (29%) è un tumore mammario. Considerando le frequenze nelle varie fasce d’età, i tumori della mammella rappresentano il tumore più frequentemente diagnosticato tra le donne sia nella fascia d’eta 0-49 anni (41%), sia nella classe d’età 50-69 anni (35%), sia in quella più anziana 70 anni (21%) 1 .

Per saperne di piu’: AIOM: LINEE GUIDA NEOPLASIE DELLA MAMMELLA (pag.7) 

SOPRAVVIVENZA

La sopravvivenza relativa a 5 anni dalla diagnosi, indipendentemente da altre comorbidità, è in moderato e costante aumento da molti anni (78% per le donne ammalate dal 1990 al 1992, 87% dal 2005 al 2007), in relazione a diverse variabili, tra cui l’anticipazione diagnostica (screening) e il miglioramento delle terapie. La buona prognosi a lungo termine della malattia presenta inoltre un andamento costante nel tempo: ad un anno dalla diagnosi la probabilità di sopravvivere altri 5 anni aumenta lievemente, così come quella a cinque anni dalla diagnosi. Anche per la sopravvivenza sono presenti differenze geografiche tra le varie aree del Paese, sia pure in misura minore rispetto al passato, ma con la persistenza di una situazione più sfavorevole per le Regioni meridionali (81% a 5 anni contro l’85-87% del Centro-Nord, dati standardizzati per età).

FATTORI DI RISCHIO

Il rischio di ammalare di carcinoma della mammella aumenta con l’aumentare dell’età, con una probabilità di sviluppo di cancro al seno del 2,3% fino all’età 49 anni (1 su 43 donne), del 5,4% nella fascia di età 50-69 anni (1 su 18 donne) e del 4,5% nella fascia di età 70-84 (1 su 22 donne). Questa correlazione con l’età potrebbe essere legata al continuo e progressivo stimolo proliferativo endocrino che subisce l’epitelio mammario nel corso degli anni unito al progressivo danneggiamento del DNA e all’accumularsi di alterazioni epigenetiche con alterazione dell’equilibrio di espressione tra oncogeni e geni soppressori. La curva di incidenza cresce esponenzialmente sino agli anni della menopausa (intorno a 50-55 anni) e poi rallenta con un plateau dopo la menopausa, per poi riprendere a salire dopo i 60 anni. Questo specifico andamento è legato sia alla storia endocrinologica della donna sia alla presenza e alla copertura dei programmi di screening mammografico.

Per saperne di piu’: AIOM: LINEE GUIDA NEOPLASIE DELLA MAMMELLA (pag.8)

SCREENING

Lo screening è una attività diagnostica organizzata e periodica rivolta a donne asintomatiche al fine di effettuare una diagnosi di carcinoma mammario in stadio precoce e di offrire trattamenti adeguati con l’obiettivo di ridurre la mortalità da carcinoma mammario. La gestione dello screening mammografico si basa sull’età della donna e sul rischio di sviluppare un carcinoma mammario.

Per saperne di piu’: AIOM: LINEE GUIDA NEOPLASIE DELLA MAMMELLA (pag.9)

RX MAMMOGRAFIA DIGITALE

Per quanto riguarda l’utilizzo della mammografia digitale rispetto a quella analogica, va sottolineato come la mammografia digitale è in grado di aumentare il contrasto tra il tumore e il parenchima mammario sano circostante, in particolare nei seni densi, maggiore migliorando la sensibilità nelle pazienti più giovani. Dal 2001 al 2003, nel Digital Mammographic Imaging Screening Trial sono state arruolate in USA e in Canada circa 50.000 donne di età compresa tra 47 e 62 anni, le quali venivano sottoposte sia a mammografia analogica che a mammografia digitale. Le due tecniche sono risultate globalmente equivalenti in termini di accuratezza diagnostica, ma nel sottogruppo di donne con età inferiore a 50 anni, in quello di donne con seno molto denso o eterogeneamente denso, e in quello di donne in pre- e peri-menopausa, la mammografia digitale è risultata avere una accuratezza diagnostica significativamente più elevata rispetto alla mammografia analogica.

Per saperne di piu’: AIOM: LINEE GUIDA NEOPLASIE DELLA MAMMELLA (pag.12)

RISONANZA MAGNETICA MAMMARIA

La risonanza magnetica mammaria non è raccomandata come indagine di screening nella popolazione generale. La RMN mammaria presenta una sensibilità maggiore nella diagnosi di carcinoma mammario rispetto alla mammografia, accanto ad una minore specificità e ciò comporta un più alto tasso di falsi positivi. A questo proposito diversi studi hanno dimostrato che globalmente in quasi il 50% dei casi la risonanza magnetica trova ulteriori reperti rispetto all’utilizzo della mammografia ed ecografia mammaria, che una paziente su cinque per questo motivo viene sottoposta a biopsia dei nuovi reperti ma solo in un caso su otto (12%) viene diagnosticato un ulteriore focolaio di carcinoma. Inoltre, la RMN mammaria non è in grado di rilevare la presenza di microcalcificazioni e l’impatto dello screening con RMN sulla sopravvivenza globale non è stato valutato in nessuno studio clinico randomizzato.

SCREENING DELLE DONNE AD ALTO RISCHIO

Nelle donne ad alto rischio per importante storia familiare di carcinoma mammario o perché portatrici di mutazione di BRCA1 e/o BRCA-2 i controlli mammografici dovrebbero essere iniziati all’età di 25 anni o 10 anni prima dell’età di insorgenza del tumore nel familiare più giovane, nonostante la bassa sensibilità della mammografia in questa popolazione. La risonanza magnetica con cadenza annuale come metodica di screening in aggiunta alla mammografia e all’esame clinico, trova indicazione51 nelle donne ad alto rischio definite come segue: – Mutazione BRCA1 o BRCA2; – Lifetime risk del 20 – 25% secondo i comuni modelli di predizione del rischio; – Anamnesi di radioterapia a carico della parete toracica all’età di 10-30 anni; – Diagnosi di sindrome di Li-Fraumeni, Cowden o Bannayan-Riley-Ruvalcaba.

FATTORI PROGNOSTICI E PREDITIVI

I fattori prognostici sono correlati alla prognosi della paziente (alla sopravvivenza) mentre i fattori predittivi alla eventuale efficacia di un trattamento antitumorale. Esistono fattori validati che si sono dimostrati essere importanti dal punto di vista prognostico28 ed utili nella scelta del tipo di trattamento quali: · Dimensioni del tumore; · Stato dei linfonodi ascellari; · Grado istologico; · Attività proliferativa (Ki67); · Tipo istologico; · Invasione vascolare; · Stato di HER-2; · Stato dei recettori ormonali; · Età della paziente (< 35 anni: prognosi peggiore).

Per saperne di piu’: AIOM: LINEE GUIDA NEOPLASIE DELLA MAMMELLA (pag.12)

In  sintesi, i capitoli di AIOM: LINEE GUIDA NEOPLASIE DELLA MAMMELLA

1 Dati epidemiologici

2 Fattori di rischio e screening

3 Inquadramento diagnostico

4 Trattamento della malattia iniziale

5 Terapia sistemica primaria nel carcinoma mammario operabile e nel carcinoma mammario localmente

avanzato non operabile

6 Gestione del follow up.

7 Trattamento della recidiva loco-regionale e dello stadio IV

8 Carcinoma mammario nella donna anziana

9 Situazioni cliniche particolari